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Google Page Experience: ci siamo, tu sei pronto?

Nel luglio del 2020, scrissi un articolo sulla Google Page Experience nel quale parlai di Core Web Vitals. Lo feci poco dopo che il colosso di Mountain View annunciò il lancio di un imminente aggiornamento chiamato per l’appunto Page Experience.

Questo aggiornamento entrerà in vigore a partire da Maggio 2021. Ora è davvero raro che Google annunci un aggiornamento del proprio algoritmo con così tanto anticipo. Per questa ragione possiamo presumere che Google Page Experience sarà un aggiornamento piuttosto grande. Ciò significa che sarà fortemente impattante sulla SEO e la visibilità del tuo sito al punto da poter vanificare gli sforzi che hai fatto sino ad oggi per renderlo sempre più visibile. 

In questo articolo voglio offrirti spunti e consigli per farti trovare pronto.

Il Tuo sito è pronto per Google Page Experience?

Molto probabilmente Si. 

Abbiamo, peraltro, avuto a disposizione un anno di tempo per comprendere ed implementare le indicazioni che ci ha fornito Google, in particolare come funzionano le nuove metriche, Core Web Vitals, rispetto alle quali dovremo misurarci.

Ma se così non fosse ti suggerisco di verificare ed intervenire al più presto al fine di evitare penalizzazioni in termini di visibilità. Penalizzazioni che a seconda del tuo business potrebbero incidere pesantemente sulla tua attività.

Che cos’è Page Experience?

Page Experience costituisce un nuovo e fondamentale fattore di ranking rispetto al quale Google valuterà le tue pagine web.

L’algoritmo utilizzato si focalizza sul modo in cui i tuoi visitatori interagiscono con il tuo sito web. Entrano in gioco, infatti, aspetti come l’usabilità dei dispositivi mobili, la sicurezza della navigazione e gli intrusive interstizial

Gli intrusive interstitial sono sostanzialmente quei pop-up che tendono a coprire tutta o buona parte della pagina Web sottostante svilendo, quasi sempre, l’esperienza di navigazione dell’utente. Spesso, poi, questi pop-up si caricano prima che l’utente possa accedere ai contenuti della pagina di proprio interesse.

Ma il vero cuore di Page Experience si concretizza nei cosiddetti Core Web Vitals (letteralmente “principali parametri vitali web” di Google:

  • Loading Time (tempo di caricamento)
  • Interactivity (interattività)
  • Visual Stability (stabilità visiva)

Loading Time

Rappresenta, di fatto, il tempo necessario per il caricamento di una pagina web. La metrica chiave per Google Page Experience si chiama LCP o Largest Contentful Paint. Un LCP ideale per le tue pagine web è <= di 2,5 sec.

Interactivity

L’interattività viene misurata con una metrica chiamata FID First Input Delay. Il FID a volte viene sostituito da un’altra metrica, ovvero la TBT Total Blocking Time. Fondamentalmente, entrambe misurano quanto tempo impiega il browser a rispondere ad un’interazione innescata per la prima volta dall’utente (ad esempio, facendo clic su un pulsante,). L’ideale è <= 180ms.

Visual Stability

La stabilità visiva viene misurata da una metrica chiamata CLS o Cumulative Layout Shift.  Di fatto viene misurata la stabilità visiva attraverso l’analisi di un evento dell’esperienza utente. Più precisamente lo spostamento imprevisto degli elementi della pagina Web mentre la stessa è ancora in fase di caricamento.

Per Page Experience il punteggio CLS ideale per una pagina web deve essere inferiore a 0,1.

Google Page Experience: come misurare i Core Web Vitals?

Molto probabilmente ti chiederai se il tuo sito web è coerente con il nuovo algoritmo di Google e, se così non fosse, come intervenire per adeguarlo.

Ci sono degli strumenti online gratuiti che sono in grado di valutare, con un alto livello di attendibilità, le tue pagine web.

GTmetrix

Lo strumento online di GTmetrix è disponibile al seguente link: https://gtmetrix.com/ 

Una volta aperta inserisci l’url della pagina web che vuoi analizzare nel campo specifico al centro della pagina, quindi seleziona il pulsante “Test your site“.

Url Pagina Web per analisi Page Experience con GTmetrix

Nei risultati del test di velocità vedrai un riquadro denominato “Web Vitals” contenente le tre metriche sottoposte a valutazione da Google Page Experience. 

È necessario che queste tre metriche siano verdi come nel caso sottostante, dove ho sottoposto ad analisi la mia Home Page.

google page experience risultato test gtmetrix

Google Lighthouse

La Page Experience è valutabile anche con Google Lighthouse.  Per sfruttare questo strumento devi aprire la pagina web da analizzare utilizzando Chrome come browser.

Una volta aperta clicca, con il tasto destro del mouse, in un punto qualsiasi della pagina stessa e seleziona la voce “ispeziona”. In questo modo, nella sezione destra della pagina web, verrà visualizzato il tool di chrome di ispezione dell’elemento. Ora dovrai selezionare la tab Lightouse e fleggare “Mobile” come device, quindi “generare report” .

Il passaggio appena descritto è bypassabile installando l’estensione lighthouse per chrome. Con questa estensione genererai il report direttamente dalla pagina senza passare attraverso il tool ispeziona elemento di Chrome.

analisi page experience con lighthouse

Come per GtMetrix anche con Lighthouse, quindi, puoi valutare i segnali Web Vitals del tuo sito web e comprendere se sei pronto per Google Page Experience.

google page experience risultato test lightouse

Se i report dovessero indicarti che non sei pronto, scorrendo gli stessi verso il basso, troverai dei suggerimenti specifici rispetto a dove e come intervenire per migliorare le performance globali della tua pagina web.

Se non hai competenze potrai sempre rivolgerti ad un consulente segnalando la necessità di adeguare il sito al nuovo algoritmo.

Di seguito alcune indicazioni.

Cosa fare per migliorare la Page Experience

Ci sono 5 cose fondamentali che puoi fare per portare i Web Vitals del tuo sito web entro un intervallo accettabile:

Ottimizza le immagini

Il caricamento delle immagini è la principale fonte di ritardo del caricamento di una pagina web.

Infatti, di media, le immagini rappresentano il 21% del peso dell’intera pagina web. E’ dunque fondamentale ridurne il peso senza, tuttavia, diminuire la qualità. Esistono software e  plugin specifici da installare sul tuo sito che provvedono ad ottimizzarle 

Ottimizzazione dei CSS

CSS o  Cascading Style Sheets, in italiano fogli di stile non è altro che un linguaggio che consente di gestire il design delle pagine web (cioè l’aspetto estetico). Si integra con l’HTML, o HyperText Markup Language che invece gestisce i contenuti delle pagine.

Oggi i siti web utilizzano sempre più CSS tanto che la sua ottimizzazione è diventata un’altra area chiave su cui lavorare per aumentare la velocità del tuo sito web. 

Anche in questo caso esistono dei plugin. Solitamente qualsiasi buon plugin per l’ottimizzazione della velocità conterrà al suo interno istruzioni per l’ottimizzazione del CSS. 

Personalmente uso Autoptimize in combinazione con RapidLoad Power-Up for Autoptimize oppure SG Optimizer.

Ottimizza JavaScript

JavaScript è un’altra delle principali fonti di “code bloat” cioè di blocco del codice specie sui siti WordPress. 

Anche questa è un’area su cui lavorare per migliorare il tempo di caricamento. I plugin indicati per l’ottimizzazione CSS intervengono anche sull’ottimizzazione del codice JavaScript.

Scegli un server performante per il tuo sito web

Il server utilizzato dal tuo web host, cioè lo spazio web dove è ospitato il tuo sito, è un fattore che influisce enormemente sulla velocità del tuo sito web. 

Se hai un web host  lento, non importa quante altre cose ottimizzi, avrai comunque un sito web lento.

Spendere qualcosa in più ed utilizzare un server ad alte prestazioni fa la differenza per il business del tuo sito, qualunque esso sia. Infatti un web host  veloce si traduce in un posizionamento più alto su Google e questo significa più traffico e più vendite.

Fra gli hosting che ritengo più interessanti, in particolare per chi utilizza WordPress, ci sono SiteGroundVHosting e Kinsta.

Utilizza un CDN per migliorare la Page Experience

Il CDN è l’acronimo di Content Delivery (o Distribution) Network. E’ un’infrastruttura di rete estesa a livello globale, composta da vari server dislocati su diverse reti, che si occupano di distribuire contenuti tramite Internet.

Il CDN è un sistema di caching di contenuti statici (immagini, file JavaScript, file CSS, video, ecc.) di applicazioni Web all’interno di una rete di PoP, laddove per PoP  o “Point of Presence” si intende le cache locali distribuite in varie parti del mondo. Ogni PoP dispone della propria cache, in modo da rispondere alle esigenze degli utenti che si trovano lì vicino.

In altre parole il fornitore di spazio web per il tuo sito, ad esempio, può delegare (magari già lo fa) ad una CDN la distribuzione di alcune parti del suo sito. In tal modo, quelle parti verranno scaricate dal CDN che poi le replicherà nei suoi vari server all’interno della rete PoP.

Questa rete di PoP consente di fornire il contenuto della tua pagina web statica ai tuoi visitatori a una velocità eccezionale. Molto più velocemente di quanto possa fare il tuo web host.

Tra CDN più popolari ci sono:

  • StackPath
  • Cloudflare
  • BunnyCD
  • KeyCDN.
  • AWS – Amazon CloudFront.
  • Microsoft Azure CDN.

Ad esempio questo mio sito web utilizza SiteGround come servizio di hosting che, a sua volta, mette a disposizione Cloudflare come servizio CDN. 

Ora se vuoi essere pronto per Google Page Experience valuta molto bene l’opportunità di utilizzare un CDN o in alternativa utilizza un Web Host che ne fa uso.

Spero che questo articolo ti sia stato di d’aiuto. 

Fammi sapere se hai domande su come velocizzare il tuo sito web ed ottimizzarlo per la Page Experience di Google. 

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