Home » Digital Marketing » Content Marketing cos’è e perché è utile alle aziende

Content Marketing cos’è e perché è utile alle aziende

Ne senti sempre più parlare e ti chiedi, ma il Content Marketing cos’è? è realmente utile? anche per il mio business? e cosa fa il content manager?

Bene!

se ti stai approcciando da poco al Content Marketing e vuoi approfondirne dinamiche e strategie, nella lettura di questo articolo troverai risposte a molte delle tue domande.

IL CONTENT MARKETING COS’È E COME DEFINIRLO

Seth Godin, il guru mondiale del marketing ha più volte dichiarato che “il marketing non è più una questione di ciò che sai produrre, ma di ciò che sai raccontare”.

Un invito, di fatto, a fornire ai tuoi clienti, sia esistenti che potenziali, dei contenuti realmente pertinenti ed utili a risolvere i loro problemi, piuttosto che presentare, semplicemente, i tuoi prodotti o servizi.

Fatta questa premessa, allora, il content marketing cos’è?

Il content marketing è un approccio di marketing strategico incentrato sulla creazione e sulla distribuzione di contenuti di valore, pertinenti e coerenti per attrarre e trattenere un pubblico chiaramente definito e, in definitiva, per guidare un’azione redditizia del cliente.

IL CONTENT MANAGER COSA FA E PERCHE’ E’ IMPORTANTE

Il Content Manager è una figura professionale che, se brava, può fare la fortuna di un brand.

Se definire cos’è il Content Marketing è abbastanza semplice, rispondere in modo esauriente alla domanda “il content manager cosa fa?” è più complicato.

In via generale è colui che è in grado di definire la cosiddetta “strategia dei contenuti”, ovvero creare, scrivere e gestire contenuti capaci di raggiungere gli obiettivi di business ed essere una voce per l’azienda.

Occorrono quindi creatività, capacità di leadership e capacità di scrittura. Un buon Content Marketing Manager è quello che conosce egregiamente dinamiche e tecniche del digital marketing.

A seconda delle dimensioni di un progetto e di un piano editoriale può svolgere il proprio lavoro in autonomia o guidare un team di autori. Inoltre un buon Content Marketing Manager deve sempre sapere identificare nuove opportunità di contenuto.

Il compito del Content Manager è delicato quanto fondamentale per definire ed implementare una strategia di Marketing vincente. Tanto da essere, oggi, una delle figure professionali più ricercate.

I CONTENUTI AL CENTRO DEL TUO MARKETING

La stragrande maggioranza dei marketer utilizza il content marketing

Infatti, è utilizzato dalle più importanti aziende del mondo, e in Italia non siamo da meno.  Anche le piccole imprese e le attività commerciali si stanno progressivamente adeguando, financo al marketing locale. 

Il perché? Perché funziona.

Se sai cosa dire è arrivato il momento di dirlo, ma con un linguaggio e tempi appropriati:
le persone difficilmente ti concederanno il loro tempo, per cui dovrai chiederti se qualcuno, e per quale ragione, sarà disposto a leggerti fino in fondo.
Soddisfa quella ragione e raggiungerai il tuo obiettivo.

Ora che sai cos’è il content marketing, o meglio ne consoci la definizione, è importante tu sappia, anche, che non ne esiste un modello unico.  

Esistono, infatti, aziende e brand che, sia pur concorrenziali nei prodotti offerti, pianificano e veicolano i propri contenuti raccontando storie diverse. Di fatto presentandosi come soluzioni diverse per aggredire segmenti o nicchie di mercato diverse.

L’esempio più lampante è rappresentato dalla “Coca Cola” e dalla “Red Bull

COS’E’ IL CONTENT MARKETING SECONDO COCA COLA

Per comprendere al meglio che cos’è il content marketing per la Coca Cola bisogna focalizzarsi sulla storyteling che l’ha contraddistinta negli anni.

La Coca Cola ha veicolato il proprio messaggio comunicativo attraverso tutti i canali che negli anni la tecnologia e le tendenze hanno reso disponibili.

Lo ha fatto secondo strategie di marketing che hanno ruotato intorno ad una storia che ha sottolineato nel tempo il carattere dissetante della bevanda, in una cornice di ottimismo e serenità.  

Non a caso i temi ed i contesti che fanno da sfondo agli spot pubblicitari di punta della bevanda inventata da John Styth Pemberton, sono sempre legati a momenti di condivisione e di serenità familiare. Spesso contesti dove anche i bambini sono al centro della comunicazione.

Queste attività di branding hanno creato un legame tra marchio e pubblico fatto di fiducia e condivisione. Fiducia costruita, ad onore del vero, omettendo dal messaggio comunicativo il carattere energizzante che la bevanda pure aveva. Sarebbe stato altrimenti difficile, in termini comunicativi, associare il consumo della stessa anche ai bambini.

COS’E’ IL CONTENT MARKETING SECONDO RED BULL

Quando nel 1987 la Red Bull ha fatto il suo ingresso sul mercato aveva ben presente che sarebbe stato perdente costruire dei contenuti sovrapponibili a quelli della Coca Cola. Questo nonostante le due bevande potevano, di fatto, considerarsi della stessa tipologia.

Acquisire concorrenzialità in un segmento di mercato dominato da un brand come la Coca Cola, con una “storytelling” centenaria che si è tradotta, nel tempo, in una consolidata fidelizzazione tra brand e cliente, sarebbe stato allora, e lo è oggi, praticamente impossibile.

Ecco perché il fondatore Dietrich Mateschitz nel lanciare il suo nuovo prodotto, sviluppò anche un concetto di marketing unico. Red Bull, di fatto, segnò la nascita di una categoria merceologica totalmente nuova, quella degli “Energy Drink“.

Il Marketing per Red Bull non poté allora e non può essere oggi diverso dal comunicare contenuti e sentimenti capaci di rafforzare il carattere energizzante del prodotto. Sublimando e legando la bevanda alla performance fisica e tecnologica.

Così facendo Red Bull si è inserita in un segmento di mercato libero e non presidiato, fagocitandolo ed occupandolo in modo pressoché esclusivo.

IL CONTENT MARKETING FA BENE AI PROFITTI ED AI CLIENTI

Cos’è il Content Marketing oggi, se non un vero e proprio centro di profitto?

Con questa domanda, che in realtà sottende un dato di fatto, mi piace introdurre una lettura pragmatica delle ragioni e dei vantaggi per cui le aziende adottano il content marketing.

Lo spiegano molto bene Joe Pulizzi e Robert Rose (Chief Content Adviser del Content Marketing Institute) in un loro articolo datato ma quanto mai attuale, dal titolo “The 4th Reason for Content Marketing: A Profit Center”.

I due coautori spiegano come, durante i loro workshop, passino tutta la prima parte a presentare il content marketing e ad indicare come lo stesso può fornire più modi per creare valore.

In particolare fanno riferimento ad un modello chiamato “obiettivi vendite, risparmi e sole” da Joe e “obiettivi iscriviti, vinci e cresci” da Robert; modelli in realtà sovrapponibili.

OBIETTIVO VENDITE O VITTORIA

Un obiettivo di vendita all’interno di un approccio di content marketing consiste nel guidare la domanda di prodotti e servizi creando innanzitutto abbonati che conoscono, apprezzano e si fidano del tuo marchio, che poi si convertono in clienti.

Un esempio è rappresentato dai giornali online.

OBIETTIVO RISPARMIO O ISCRIVERSI

Per avere un risparmio sui costi si sfrutta il content marketing per avere risultati paragonabili a quelli perseguibili attraverso l’approccio di marketing più tradizionale in uso nell’organizzazione. In sostanza si migliora o si sostituisce l’iniziativa tradizionale con l’iniziativa del contenuto. 

Gli autori fanno l’esempio della rivista Food & Family di Kraft e del loro database di ricette online

Di fatto sfruttando i considerevoli dati raccolti dai suoi milioni di abbonati sia alla piattaforma cartacea che a quella online, Kraft ha creato contenuti quattro volte più efficaci rispetto a quelli usati con i media tradizionali più mirati.

OBIETTIVO DEL SOLE O CRESCERE

Il sole o la crescita, implica la creazione di clienti migliori per la propria attività.  In sostanza, questo obiettivo si concentra sulla fidelizzazione dei clienti indirizzandoli verso comportamenti come il cross-selling o l’up-selling.

Con il cross-selling si invita il cliente ad acquistare un prodotto o servizio aggiuntivo rispetto a quello che ha acquistato. Approccio che non modifica quanto acquistato ma aggiunge qualcosa in più. Un esempio è Amazon quando suggerisce un prodotto correlato a quello che si sta acquistando.

Co l’up-selling viene offerto al cliente un prodotto o servizio meno basilare rispetto a quello inizialmente scelto. Di fatto si suggerisce un upgrade rispetto alla soluzione base.

Come hai cominciato ad intuire la domanda “il content marketing cos’è” ha come riscontro molto più di una definizione.

Peraltro esiste un quarto modello.

IL CONTENT MARKETING COME CENTRO DI PROFITTO

Tanto per rimanere alla Red Bull.

Sappiamo tutti che è stata uno dei principali sponsor delle corse di Formula Uno oltre ad avere un proprio team. 

Nel 2005 l’azienda pensò di fornire una guida stampata con i risultati della gara da distribuire ai partecipanti subito dopo l’evento.

Pertanto, prima di ogni gara, cominciarono a raccogliere storie sui piloti e fatti divertenti assemblandole in modo tale da avere la maggior parte della rivista in anticipo. 

Dopo la gara non rimaneva loro che inserire i risultati e stampare la guida grazie ad una stampatrice professionale portata nei paddock. Quindi distribuire le copie mentre i partecipanti lasciavano la gara.

Successivamente, nel 2007, la Red Bull decise di trasformare questa pubblicazione in una rivista di lifestyle maschile lanciando Red Bulletin

Bene, oggi, questa rivista è pubblicata in cinque lingue ed è distribuita in 10 paesi con più di 2,5 milioni di copie ogni mese, di cui oltre 500.000 spedite ad abbonati a pagamento.

Un esempio analogo è la famosissima “Guida Michelin“.

IL CONTENT MARKETING: PRESENTE E FUTURO DEL MARKETING

Prima, per definire cos’è il Content Marketing, ti ho parlato di “di contenuti di valore, pertinenti e coerenti”. Bene la differenza tra Content Marketing e semplici informazioni sta, esattamente, nel valore dei contenuti.

Le aziende inviano informazioni in continuazione (a volte al limite dello spam), ma la maggior parte delle volte non sono molto rilevanti né preziose.

Se deciderai o hai già deciso di definire ed implementare una strategia di marketing, qualunque essa sia, dovrà avere il Content Marketing come parte integrante del suo processo.

I contenuti di qualità sono alla base di tutte le forme di marketing.

Solo come promemoria:

  • la strategia di Content Marketing precede quella della tua strategia sui social media;
  • a livello SEO, i motori di ricerca premiano le aziende che pubblicano contenuti di qualità;
  • le strategie di PR di successo sono quelle che affrontano questioni che interessano ai lettori e quindi contenuti appropriati;
  • il PPC (pay per click) perché funzioni, ha bisogno di ottimi contenti alle sue spalle.

MUOVERE I PRIMI PASSI

L’ideale, se sei alle prime armi e vuoi migliorare il tuo business attraverso la creazione di contenuti di qualità, è rivolgersi ad uno specialista che ti guidi anche nella definizione di una strategia.

Perdona la brutalità, ma il supporto di un professionista grazie al quale, specie all’inizio, puoi approfondire le tue competenze sul campo è, a mio giudizio, la scelta migliore.

E’ un modo per costruirti le basi per poter continuare il tuo percorso di acquisizione di conoscenze, ad esempio attraverso la rete.

Infatti, la rete è ricca di contenuti al riguardo, molti dei quali in grado di guidarti passo passo nel gettare le basi del tuo futuro programma di Content Marketing.

Il Content Marketing è come un diamante: “è per sempre” (pensa allo storytelling di coca cola oramai centenario).

LE METRICHE DI VALUTAZIONE

Dunque un corretto piano di Content Marketing e dei contenuti di qualità determinano il successo del tuo business.

Ti chiederai pertanto come monitorare e valutare l’efficacia del piano ma anche degli stessi contenuti.

Abbiamo, sostanzialmente 4 metriche.:

  • Fruizione dei contenuti pubblicati, ovvero quante persone li hanno letti, attraverso quali canali con quale frequenza. L’analisi di questi dati ci consente di determinare la “Brand Awareness”, cioè il grado di consapevolezza del marchio tra i consumatori.
  • La condivisione dei contenuti pubblicati, cioè quanto effettivamente sia stato apprezzato il contenuto dai potenziali consumatori.
  • La generazione dei Lead, quindi quanti contatti sono stati generati attraverso la pubblicazione dei contenuti.
  • Le vendite, segnatamente quante vendite di prodotti e servizi sono state generate.

Articoli correlati:

Iscriviti alla mia News Letters:

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Lascia un commento